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Segnalo la Risoluzione del Parlamento europeo del 7 giugno 2007 sullo statuto sociale degli artisti  a cui lo Stato Italiano non ha dato seguito per quanto riguarda gli artisti visivi.

Il nostro Parlamento nella primavera della scorsa legislatura ne avrebbe già avuto la possibilità in occasione dell’approvazione della legge in cui sono stati equiparati gli “artisti di strada” ai loro colleghi dello spettacolo e di regolarne la condizione, ma la parte relativa agli artisti visivi fu stralciata in fase di approvazione.
Nonostante il mancato riconoscimento professionale si rifletta sulla considerazione che gli artisti visivi italiani hanno sul piano economico nel nostro territorio e particolarmente all’estero per cui vengono considerati per lo più come dediti ad un hobby, ad un passatempo improduttivo, questo apparentemente determinerebbe un danno al Paese dove le transazioni di opere d’arte sono solo l’1% del mercato europeo, in realtà esiste una volontà trasversale a tutti i partititi ed a tutti i livelli istituzionali che non intendono “distrarre” le entrate sicure dal turismo culturale promuovendo l’arte del passato e celando quella del presente.
Ignazio Fresu
Responsabile Sviluppo Associativo AIAPI/UNESCO

C’è un grave problema alla radice che riguarda gli artisti visivi italiani. Si tratta del mancato riconoscimento professionale della figura di artista visivo dello Stato Italiano.
Per lo Stato Italiano gli artisti visivi non esistono o sono considerati non più che degli hobbysti contravvenendo la risoluzione approvata dal Parlamento Europeo del 2007 a cui hanno aderito tutte le altre nazioni della Comunità Europea ma che esclusivamente l’Italia non ha assolutamente applicato in nessuna delle sue parti determinando tra l’altro un grave danno economico per lo Stato e agli artisti stessi. Questo porta ad una mancanza di considerazione degli artisti visivi nel territorio nazionale e di riflesso all’estero.
Allego qui il testo del Parlamento Europeo applicato da tutti gli Stati della Comunità Europea ad eccezione dello Stato Italiano inadempiente da oltre 16 anni.
Ignazio Fresu
Responsabile Sviluppo Associativo AIAPI/UNESCO